Argomento tabù per eccellenza: il vibratore maschile. L’occasione ce la da un sito al di sopra di ogni sospetto, ovvero Live Science, con una ricerca dai risultati sorprendenti.
Il 45% degli intervistati, distribuiti tra etero e gay, ha ammesso l’utilizzo del vibratore per il proprio piacere personale. Qualcosa sta cambiando, e forse si tratta dell’onda lunga che arriva dal mondo femminile. E’ ormai dato di fatto come sia stato “sdoganato” il vibratore per il piacere femminile: ce ne sono in varie forme e dimensioni, con forme decisamente “innocue” e “innocenti”. C’è ad esempio il vibratore rossetto, il vibratore per la coppia, il vibratore che si alimenta dalla presa accendino, il vibratore eiaculante e, non plus ultra, il sedile vibrante per auto.
Adesso non fate facce finto schifate, perchè se i dati sono questi, sicuramente qualcuno che in questo momento sta leggendo avrà sicuramente provato un vibratore. Oltretutto, visto che su Softblog l’anonimato è di casa, non siete obbligati a dare prova di mascolinità nei commenti. Partiamo allora sempre da una considerazione letta a proposito della masturbazione maschile:
Perchè una donna che si masturba è una grande e un uomo che si masturba è un poveretto?
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