Ieri è stato pubblicato dall’ Eurispes, con il patrocinio del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, il quarto sulla pornografia. C’è qualche numero interessante e le solite notizie vacue sul porno per cellulari UMTS, che si leggono piu’ o meno da 5 anni. Forse il 2006 sarà quello buono.
Vittorio Zambardino su ZetaVu di Repubblica linka ad una sintesi in pdf di 65 pagine.
IL VOLUME D’AFFARI DELLA PORNOGRAFIA IN ITALIA - E’ un mercato che cresce: negli ultimi tre anni, si e’ passati da un volume d’affari complessivo di 895 milioni di euro (2002) a 984 mln (2003) e a 1.101 (2004). Nel 1987, ad esempio, era equivalente a 312 milioni di euro, nel 1991 a quasi 780 milioni.
I SEXY SHOP - Registrano un aumento costante, relativamente alle vendite dei prodotti non videografici, come oggettistica, biancheria, abbigliamento, etc.
LE RIVISTE - In aumento anche le vendite delle riviste, grazie all’apporto di quelle contenenti annunci scambisti e dei cataloghi di prostitute/i. Alla loro diffusione e all’aumento dei siti web che ospitano annunci di sesso a pagamento si deve, secondo Eurispes, l’aumento del giro d’affari prostituzionale.
LA PAY TV MINACCIA L’HOME VIDEO - Eurispes ha stimato il volume d’affari delle televisioni che trasmettono film e altri programmi porno a pagamento pari a 247 milioni di euro nel 2004. Un settore che, quindi, conquista nuovi spazi e comincia a minacciare seriamente quello dell’home video.
Nel 2003-2004, un dvd porno (prezzo medio 41,97 euro) viene comunque venduto e permutato piu’ di quanto non lo fosse nel 2002: nei sexy shop nel 2003 questo giro d’affari e’ aumentato del 2% rispetto al 2002, nel 2004 si stima un ulteriore aumento dell’8%, che porta il volume d’affari a 90 milioni. Nelle videoteche, invece, si e’ passati da un volume di affari di 224 milioni (2002) a 226 mln (2003) e a 233 mln (2004). A cio’ va aggiunto, in ogni caso, una quota (15-20%) che riguarda la commercializzazione di video pirata.
IL PORNO ON LINE - Il mercato della pornografia telematica e’ quello che ha subito le maggiori oscillazioni negli ultimi tre anni. Si e’ infatti passati dai 224 milioni del 2002 ai 301 del 2003, che sono poi crollati a 181 milioni nel 2004. L’impennata e la successiva caduta vengono collegati in buona parte all’ introduzione dei dialer ‘truffaldini’ e allo scandalo delle ‘bollette anomale’ scoppiato nei primi mesi del 2003 allarmando tutti i clienti-utenti di Internet: questi ultimi diventano restii a scaricare dialer, il metodo di pagamento per consumare porno telematico piu’ usato nella pornorete in lingua italiana.
IL PORNO CORRE ‘SUL FILO’ DEL TELEFONO - Sulla ’scena’ del porno compare un nuovo protagonista: il telefono cellulare satellitare, cosiddetto ‘di terza generazione’. Costano 2 euro per 5 minuti le connessioni al reparto ‘vietato ai minori di 18 anni’: brevi filmati di tutti i tipi e tante, tante foto visibili sullo schermo. E’ un mercato nuovo, che si e’ affacciato nel 2004, e che secondo stime prudenti ha collezionato l’anno scorso almeno 70 milioni di connessioni, per un volume d’affari annuo di 140 milioni di euro.
L’identikit del consumatore è un’opera d’arte, leggetelo piano piano abbracciati alla vostra dolce metà.
Non ha un’eta’ ben precisa, ne’ una fascia di appartenenza, il potenziale cliente del mercato pornografico varia dall’adolescente all’anziano (o quasi).
L’Eurispes tracia l’identikit dell’acquirente suddividendo la casistica tra adolescenti (15-18 anni) e maschi adulti (18-69). I primi sono 900.000, i secondi 19.600.000. Per le donne la fascia d’eta’ di riferimento presa in considerazione e’ quella dai 18 ai 50 anni, il che corrisponde a circa 13.230.000 soggetti femminili.
IL GIOVIN PRINCIPIANTE: appartiene a tutte le classi sociali. Su 900.000 ragazzi, e’ stato stimato che gli “apprendisti” sono il 60%. Pari a 600.000. Il giovanissimo “apprendista” si procura riviste, fumetti giapponesi Manga e
Hentai per passarli ai compagni di scuola. Anche alle compagne, talvolta. A casa compulsa la porno rete, con perizia spesso superiore a quella dei genitori.
L’INCALLITO DI VECCHIO TIPO. E’ uomo solo o isolato, prevalentemente di una certa eta’. Ma e’ anche il carcerato o il militare che vive una quotidianita’ di soli uomini. Per costrizione o per generazione, si tiene lontano dai nuovi mezzi di comunicazione. E’ il consumatore delle care vecchie riviste, al massimo di cassette e Dvd, se ha la possibilita’ di avere un lettore. Se solitario, l’”incallito di vecchio tipo” usa la pornografia anche come compagnia. Se coatto, come succedaneo dei rapporti affettivi e sessuali mancanti. Se militare, come rito obbligatorio di mascolinita’.
Rispetto al suo universo statistico di riferimento incide in misura del 3% e raduna intorno a se’ poco meno di 600.000 confratelli.
IL RAPITO DALLO SCHERMO. I “rapiti dallo schermo” sono quasi 3 milioni, il 14% del loro universo statistico di riferimento. Giovane, comunque non oltre i 40
anni. Vive di pane e realta’ virtuale. Puo’ vivere da solo, in famiglia oppure in coppia, magari con figli. Talvolta asociale, talvolta no, non rinuncia alla Tv all sex, a ciclo continuo, a costo di confinarla in uno sgabuzzino. Non disdegna i video, ma non ne va pazzo. Quando naviga nella pornorete puo’ comprare le pornovisioni oppure girovagare nelle preview. Ha sicuramente una web cam e, quindi, un po’ di soldi da spendere.
L’ABITUE’ DI COPPIA. E’ il “consumatore forte” del Terzo Millennio. Costituisce l’11% del suo universo statistico (circa 2 milioni di soggetti). Non puo’ fare a meno dell’accudimento sessuale: oggetti comprati nei sexy shop, viagra, moglie accanto, o fidanzata, o amante o donna-di-una-notte, o partouse. Sceglie con cura il genere di porno che gli piace. Compulsa la pornorete solo per creare il proprio archivio di specialita’. Predilige Dvd, con lettore e schermo davanti al letto. Compra film in pay per view, ma preferisce le cassette da collezione. Gira filmini con le cineprese digitali, scatta foto con il telefonino. Puo’ essere un professionista, un commerciante o un tecnico di lavastoviglie, dai 30 anni in su. Economicamente benestante.
LA DONNA IN COPPIA. Rispetto ai 13 milioni 230mila coetanee rappresenta la ragguardevole percentuale del 9%. Le “donne in coppia” sono 1.100.000. Forse, da sola, al porno non ci avrebbe mai pensato. Comunque non lo compra se non e’ con lui. E con lui si rifornisce nei sexy shop di abbigliamento adatto e altri gadget. Talvolta e’ una frequentatrice di prive’. Moglie, fidanzata, amante, e’ la-donna-che-lavora o la casalinga. Ma puo’ essere anche omosessuale e in questo caso il suo lui e’ una lei. Appartiene alla fascia d’eta’ tra i 20 e i 49 anni. La sua consistenza dovrebbe combaciare con quella del partner abitue’ di coppia. Invece non coincide: lui di donne ne cambia tante e tra queste molte vedono un film con lui, magari solo una volta, e poi basta.
LA MOSCA BIANCA. Le “mosche bianche” sono 145.000. Singola, ma non necessariamente sola, e giovane, non oltre i quaranta anni. Frequenta sexy shop e videoteche senza curarsi di essere un’eccezione. Fraternizza con omosessuali d’ambo i sessi. Studia o ha un lavoro. Naviga in Internet, ma non tanto sui siti pornografici commerciali quanto nelle aree del sesso no profit. E’ una patita degli annunci e non disdegna incontri al buio, reali o virtuali. Nel milieu delle internaute ardimentose si trova in vasta compagnia. Ma come acquirente di porno in prima persona rappresenta solo l’1% del suo universo statistico di riferimento.
IL TELEFONISTA IRREQUIETO. Il “telefonista irrequieto” rappresenta solo il 2% dei 19.600.000 potenziali pornofili. Di telefonisti come lui ce ne sono quasi 400.000. E’ sufficientemente benestante da possedere un telefonino UMTS o un palmare o un buon video telefonino non satellitare. Ha la valigetta 24 ore. Talvolta e’ work-alcoholic, dipendente dal lavoro. Fotografa e scambia foto. Se “erotiche”, meglio. Compulsa la pornorete, vede i video (solo Dvd) e compra film dalle televisioni a pagamento. Ma non e’ collezionista. Accoppiato o scapolo, preferisce il porno a portata di mano, da gustare all’aeroporto, in mezzo alla gente e in attesa del proprio volo.
IL TELEFONISTA METODICO. Fa parte del gruppo del milione di pornofili amanti della chiacchiera sporcacciona. Corrisponde al 5% dell’universo statistico di riferimento. Da casa o dall’ufficio, la telefonata e’ quella “erotica”, a scopo onanistico o solo per curiosita’ o per passare il tempo. Se e’ un vero metodico della telefonata, e’ anche un consumatore di porno di tutti i tipi: dalle riviste al porno on line.
IL SURFISTA. Combacia perfettamente con il numero dei potenziali pornofili. E con buona parte di quello delle potenziali pornofile. E’ il casuale, talvolta anche surfista. In quest’ultima versione guarda una cassetta Vhs, un Dvd o compra un pay per view “quando la moglie e’ in vacanza”. Il che puo’ succedere anche una volta ogni due anni o una volta nella vita. Altrimenti e’ quello/quella che per curiosita’ o per caso ha guardato comunque una pornovisione in vita sua. Il “casuale” e’ tutti noi.
In conclusione, la spesa pro capite degli italiani pornofili, dividendo il fatturato medio annuo del porno (993 milioni di euro) per il numero dei consumatori, e’ per ciascun pornofilo di 112 euro l’anno. Ovvero: c’e’ chi compra pornovisioni anche per piu’ di 100 euro al mese e chi si accontenta di 12 riviste patinate al prezzo di 6 euro l’una.
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