Inizia così la collaborazione di Francesca con Softblog: speravo di fare io un benvenuto ma son stato preceduto. Leggete la sua poesia nella parte estesa del post.
…le ore sono passate…solo le ore.
Avevano una lama affilatissima che mi ha ferito
le guance a sangue
KAZUE, Non una metafora
e poi è arrivato il tuo corpo
come popper inalato in fretta
come gioia estraibile dalla realtà sbiadita
come scintilla divorante
giovane
devastante
poi è arrivato il tuo corpo
popper inalato in fretta
passami la boccetta
incendiaria l’unione
la bocca
la ragione
della mia confusione
ti desidero e ti amo
col popper in mano
tachicardia immediata
voglia di sesso subito adesso
non dirmi non posso
popper in corpo
io e te sdraiati
aderenti
attaccati al soffice della moquette
io e te a strisciare
candidamente amare
corpi devastati
da abbandonare
sul binario uno
buttarsi sotto il treno
o abbordare qualcuno
io e te a strisciare
candidamente amare
vergognosamente possedere
tu mi credi un giocattolo
senza risparmio inalare
io possiedo il telecomando
ti accendo ti spengo
senza risparmio inalare
tachicardia che rende fluorescente l’insieme
qualcosa che sviene
che viene a mancare
mozzata e radioattiva
senza risparmio inalare
voglia di sesso subito adesso
non dirmi non posso
visioni annullate
cancellate con un colpo secco
popper in corpo
le tue mani a raccogliere
lacrime che sgorgano
da frenare con cerotti
voglia di sesso subito adesso
il tuo corpo come popper inalato in fretta
troppo in fretta
rimasto nell’ambiente
diventato niente
aprendo una finestra
Martina
03 mag 2005 - 00:46 - #1Bellissima oltre ogni aspettativa.
goljadkin
04 mag 2005 - 01:04 - #2cos’è, una canzone dei Matia Bazar?
francello
04 mag 2005 - 07:42 - #3Hai perso una buona occasione per star zitto, ma non è mai tardi per imparare cos’è il rispetto.
francesca
04 mag 2005 - 10:06 - #4No, è dei Ricchi e Poveri ma speravo non se ne accorgesse nessuno, accidenti ;-)