
“Quando sono a secco di idee parto dal titolo. È un bel servizio quando sono capace di procurarmelo. Parafrasando una canzone degli anni 60, anni fa avevo raccolto dei lampi di porcellonerie assortite con disegnetti anche. Mi ricordo un Robison Crusoe che vedeva le fighe sull’isola deserta. Ma in questo quarto libro me ne sono inventate altre di storie. Facendo i conti con internet che si è mangiato il concetto di rivista porno. Ho scelto di giocare contro l’ovvietà della pornografia. Anche perché io con la pornografia non mi sono mai eccitato, quasi sempre sbadigliato e la maggior parte delle volte ho chiuso. Il libro l’ho preso come sfida, se riuscivo a inventare qualcosa di nuovo sfruttando il fantasy, la storia italiana di Garibaldi e altri miti. Credo di esserci riuscito. D’altronde la macchina da scrivere ha una potenza maggiore del disegno. L’uccello in macchina lo puoi chiamare in ventimila modi, ma con la matita devi essere specifico. Nella mia supponenza di bambino che vuole redimere il genere l’ho fatto scrivendolo. Altrimenti sarei caduto nella trappola nel disegnare donne nude che ne fanno di tutti i colori. Semplicemente ho deciso di non tingere la mia matita nelle mie mutande”.
Leggete su Booksblog l’intervista a Filippo Scozzari, fatta in occasione dell’ultima presentazione del suo libro Racconti Porni.
Foto: Simona.com
Lapo
12 mar 2009 - 13:58 - #1che schifo