Il New Stateman recensisce il nuovo volume “The Rise of Viagra” (New York University Press). In meno di sei anni, insieme ai simili Levitra e Cialis, il Viagra è entrato nell’immaginario collettivo e rivoluzionato il concetto di normalità. Improvvisamente metà dei maschi al mondo soffre per una malattia appena inventata e di cui non si curano le cause, solo gli effetti.
Se i contraccettivi lo hanno svincolato dalla procreazione, il Viagra ha liberato il sesso da emozioni. Ma è proprio sulle sottigliezze della psicologia che punta la prossima generazione di farmaci per il benessere sessuale: in futuro avremo una pillola per arrivare in pochi minuti all’initimità di una coppia sposata da anni. Così potrebbe esser ridefinita la natura del sesso mercenario e perchè no, la recitazione legnosa dei nostri porno diventare vintage vittoriano.
Mother Jones ha un’intervista con Meika Loe, autrice del libro che si può ordinare dal sito dell’editore.
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