
Si dice che tutto inizia da uno sguardo: la semplice intesa, il desiderio, l’amore, l’odio, la passione. Tutte le sensazioni, che generalmente scaturiscono quando si guarda qualcuno, influenzano poi il rapporto che creiamo con quella persona. Tutto parte dagli occhi.
Che lo sguardo abbia una parte importante anche nell’intesa sessuale col partner, è scientificamente provato, perché osservare il desiderio dell’altro è particolarmente eccitante. Ma non tutti, però, durante il rapporto, tengono gli occhi aperti. Tante donne, per esempio, diventano terribilmente timide se il partner le guarda mentre si masturbano. Gli uomini hanno occhi curiosi, ma soprattutto adorano osservare la loro donna che si procura piacere. Chi, mentre fa sesso, incrocia lo sguardo del partner e osserva ogni sua reazione, mostra di aver raggiunto un’intesa erotica molto profonda, che tocca poi i massimi picchi del piacere se, durante l’orgasmo, cerca e trova gli occhi dell’altro. La voglia di essere guardati durante una fase così intima, nasconde un risvolto psicologico molto importante.
Durante l’orgasmo ci affidiamo totalmente al partner. Perdiamo il controllo su noi stessi e riveliamo reazioni molto intense: se teniamo lo sguardo fisso su di lui significa che ci abbandoniamo completamente a lui, non solo da un punto di vista fisico ma anche emotivo; mostriamo, infatti, di essere coinvolti sessualmente, ma soprattutto di voler condividere il nostro più profondo piacere. Quindi, care donne, superate questa inibizione e offritegli uno spettacolo privato inaspettato e supereccitante. Lasciate che il vostro lui veda la vostra sessualità e il modo in cui amate il vostro corpo. Catturate il suo sguardo facendogli assaporare da esclusivo spettatore, il vostro desiderio e piacere, dall’eccitazione all’orgasmo.
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Se lo dice un sacerdote polacco, c’è da credergli. Fatelo, fatelo spesso, bene e con tutte le varianti del caso. Fatelo con amore, almeno in quel momento. Cosa? Ma il sesso, ovvio. Tutte le coppie di cattolici praticanti sono avvertite: fate l’amore quanto e come volete, date sfogo alla fantasia e dateci dentro, non siate timorati e non vergognatevi. Dio è con voi.
Non c’è proprio nulla da ridere o da scandalizzarsi, ci troviamo di fronte a un libro serissimo scritto dal padre francescano polacco Ksawery Knotz con il via libera della Chiesa di Varsavia. Il Guardian di Londra, con doveroso articolo in prima pagina, lo ha già battezzato: è il «Kama Sutra cattolico». Probabile che diventerà un best-seller, pare infatti che ci sia la coda degli editori europei per tradurlo. Intendiamoci, niente di piccante e di rivoluzionario, padre Ksawery non esce dai binari dell’ortodossia ecclesiale e non si sogna, ad esempio, di benedire l’uso dei contraccettivi.
Però, restando nei confini della dottrina vaticana, offre della sessualità – ovviamente nell’ambito di un regolare matrimonio – una visione che stravolge il pensiero più bacchettone o conservatore che si voglia. Perché consumare senza divertirsi e senza dare fondo all’immaginazione, senza qualche scorribanda erotica gaudente? “Molta gente immagina che il sesso debba essere privo di gioia, di giochi frivoli, di fantasia e di posizioni attraenti. Pensa che debba essere tristecome una cerimonia funebre. Eh no. Dio è interessato nella vita sessuale felice dei credenti e ha dato loro il suo regalo”.
Aspettiamo il libro in Italia.
A Roma succede proprio di tutto. Anche di trovare una rassegna cinematografica per saperne di più sul sadomaso, tema controverso e scottante. Quattro film dal 16 maggio al 2 luglio al Circolo Mario Mieli, quattro film per capire, conoscere sapere e informarsi. Stefano Laforgia dell’associazione Bdsm Italia (organizzatrice dell’iniziativa) e proprietario della boutique L’Alcova: “Quello che vogliamo cominciare a fare con l’associazione è di permettere alle persone di confrontarsi dal vivo su temi legati al mondo bdsm. Esistono già molti siti e forum in cui si dibatte su vari aspetti dei rapporti bdsm, ma finora in rarissime occasioni si è fatta una cosa del genere dal vivo. I film vogliono essere lo spunto per affrontare alcuni di questi temi. L’interesse sembra essere alto all’interno della comunità e spero si riesca a coinvolgere anche qualcuno dei “curiosi” che vivono al margine e aiutarli ad aumentare la loro consapevolezza e coscienza di quello che provano”.
I titoli: Secretary, A snake of june, Maitresse, The pet. Ingresso libero, gradita una sottoscrizione o donazione volontaria.

Lei è Sophieboop, intrigante donna del web che fa della scrittura il suo lavoro, la sua passione, la sua arte. Questo è uno dei suo tanti lavori e come tutti i suoi racconti, merita una lettura rilassata, in un luogo dove il silenzio è la sola presenza intorno a te, in un mondo dove l’immaginazione non ha limiti. Godetevi il racconto che continua sempre più avido di piacere dopo il salto.
“Sono le 3 del mattino. La strada è quasi deserta e anche i manichini dormono dietro le vetrine. Gli spazzini lavano la strada raschiando la giornata via dall’asfalto con le loro scope dure.
La strada è bagnata e pronta ad asciugarsi con il nuovo giorno. E i cestini vuoti pronti a riempirsi, e le luci gialle come gli occhi di un gatto pronte a spegnersi tra poche ore.
Il rumore di pochi motori che sfumano nell’aria e io che dico “…non immagineresti mai quello che riuscirei a fare…” …e le luci gialle si spengono, e il tempo tace, e io trattengo il respiro per paura che la vita scappi.
Buio. Solo il buio denso di questo blackout dove solo la luna disegna il chiaro delle nuvole.
E tu mi guardi dal nero e mi afferri la mano e mi fai correre in un vicolo che non esiste nella luce e le tue labbra si incollano alle mie e le mordono le afferano e io sfuggo giro la testa ti porgo il collo poi torno a baciarti mentre tu mi spingi contro un muro rotto e ruvido di segreti e mi giri e stringi i miei seni e con le mani scolpisci i miei fianchi e disegni la mia pelle sotto i vestiti, e la tua barba sfatta graffia il mio collo e tu mi sbrani d’amore con la tua bocca, ti spingi contro di me, spingi il tuo desiderio contro di me e intrecci le mani nelle mie portandole in alto invocando la mia immobilità contro quel muro.

La signora italiana del porno se n’è andata. Con la stessa disinvoltura con cui è passata dal femminismo allo studio della pornografia, dalla sinistra (scrisse per Il Manifesto e non solo) alla destra, condividendo con Isabella Rauti la rubrica Thelma & Louise sul Secolo d’Italia. Roberta Tatafiore, 66 anni, femminista impegnata, autrice di saggi sulla condizione femminile, sulla pornografia e sul mercato della prostituzione, da De bello fallico a Uomini di piacere e Sesso al lavoro se n’è andata discretamente, in maniera lucida e programmata il mercoledì prima di Pasqua in una stanza d’albergo a Roma, decidendo che era ora di chiudere il discorso con tutti. “La mia è stata davvero una scelta”, è scritto nell’ultima lettera agli amici, quella del congedo. “Una scelta a lungo riflettuta, preparata, accompagnata negli ultimi tre mesi dalla stesura di un diario, impegno che ha dato luce a questi miei ultimi giorni”. In poche righe la costruzione di un suicidio, consumato in una stanza d’albergo. Aveva il coraggio di affrontare la contraddizione che la vita porta naturalmente con sè: da femminista e grande paladina del non-sfruttamento del corpo delle donne (uno dei cavalli di battaglia del movimento politico anni ‘70) era passata a rivoluzionaria sostenitrice del diritto alla prostituzione. Scriveva per il mensile Lucciola per i diritti civili delle prostitute, e per l’Ispes compilava ogni anno il rapporto annuale sulla pornografia.
Non mi stupisce questo passaggio da un fronte ad un altro apparentemente opposto. Il porno è stato considerato per anni un reietto prodotto sotto-culturale, e oggi (forse per i personaggi cult del presente come Siffredi o del passato come Moana) torna in auge e viene posseduto (è il caso di dirlo) anche da una sinistra che, fino a ieri, se ne lavava sdegnosamente le mani. Destra o sinistra, il sesso è umano, è conflitto, scontro e mix e considerazione del proprio e dell’altrui corpo. Roberta lo sapeva. Per questo ci lavorava con la stessa serietà da sociologa che una sua collega avrebbe fatto con il problema dei trasporti. Ma forse aveva capito che questo suo oscillare (da sinistra a destra), sarebbe comunque continuato. Era giunta l’ora, e facendo riferimento ad un’altra illustre donna dell’eros, ha chiesto nella sua ultima lettera “Lasciatemi addormentare come Saffo”.

Ricordo che fu il mio primo libro scandalo. Lolita, autore Vladimir Nabokov. L’anno in cui lo lessi era il 1970 e avevo solo dodici anni ma questo libro fu per me il primo ingresso nel denso, pastoso, torbido e affascinante mondo dell’eros. Per chi non sa, ecco la sintetica trama: un uomo maturo si innamora della figlia adolescente e conturbante della sua compagna. Da lì decine e decine di pagine di emozioni, sudori, palpitazioni, eccitazioni repentine e umori nascosti a stento.
Nabokov fu insuperabile, o almeno così si pensava. Peccaminoso e insuperabile fino ad oggi, per l’esattezza fino al 3 novembre 2009. Milioni di fan di Vladimir Nabokov potranno giudicare da soli : in quella data infatti The Original of Laura, il romanzo postumo e incompiuto del grande scrittore russo verrà pubblicato simultaneamente in Gran Bretagna, Stati Uniti, Russia e Italia da, rispettivamente, Penguin, Knopf, Azbuka e Adelphi.
Poco prima di morire, nel 1977, l’ autore aveva chiesto alla moglie Vera di bruciare il manoscritto. Ma la vedova non se l’ era sentita di portare a termine il compito, e così nel 1991, quando la signora Nabokov muore, la decisione passa al figlio della coppia. Dopo anni di incertezze e tormenti, quest’ ultimo ha deciso di non rispettare la volontà paterna, riesumando il manoscritto che per oltre 30 anni ha riposato nella camera blindata di una banca svizzera. Il manoscritto è formato da 138 schede bristol scritte a matita, che saranno riprodotte in originale nel volume, affiancate dalla trascrizione. Il resto dell’ opera postuma è un insieme di schizzi, brevi frasi, frammenti, pensieri sparsi che si prestano a molte interpretazioni. Protagonista del romanzo incompiuto è Philip Wild, un accademico brillante ma dall’aspetto banale, sposato con Flora, una donna bellissima e molto più giovane di lui, nonché molto promiscua. Per l’ anziano studioso è una situazione insopportabile, che lo trascina sull’ orlo del suicidio.
Chissà se, in fatto di turbamenti, Laura batterà la “nonna” Lolita. Vi saprò dire.
The Pop-up Book of Sex è un libro in 3D che ci illustra 10 diverse situazioni erotiche “animate”, per intenderci è come uno di quei libri con gli animali che si regala ai bambini, soltanto con soggetti “un pò diversi”.
Potete infatti divertirvi “dando vita” ai personaggi delle scenette aprendo e chiudendo le pagine o tirando delle apposite linguette. Non lo vogliamo di certo paragonare a film hard o cose del genere ma sicuramente è una chicca da non perdere.
Il suo costo è di 20 dollari e nel video potrete ammirare delle simpatiche ragazze che ci portano alla scoperta del sesso tridimenzionale.
Via | Thegreenhead
La 18enne principessa britannica Ladyssa Tudorus, detta Lady, va in sposa al 25enne Imperatore romano Gaio Cesare Germanico, detto Caligola. Bella, bionda, nobile e scatenata viene coinvolta negli intrighi di una Corte Imperiale popolata di personaggi scioccanti. Le 840 pagine circa di “Lady Caligola” ruotano intorno a questo personaggio e questo sfondo. Ma Lasse Braun, autore del massiccio lavoro di ricerca, ne ha fatto un’opera che, come dice sorridendo Angelo Quattrocchi ossia Mister Malatempora (la casa editrice che lo ha pubblicato) “…si legge con una mano sola”.
“Non è il solito saggio, anche se le dimensioni ci sono tutte. E’ sì un paziente lavoro di ricerca, qualcosa che Lasse ha iniziato nel 1999 traducendolo direttamente dall’inglese, ma ha la dinamicità, il pathos, il ritmo di un romanzo. In più non risparmia particolari scabrosi che della Lady si intuivano, ma non si erano mai descritti con questa accuratezza”. Lady Caligola è infatti uno spettacolare, emozionante racconto thriller in cui congiure, amori carnali, gelosie, ingannie politica; dove omicidi, lenoni, prostitute nobili e plebee, gladiatori,legionari, e colpi di scena si susseguono in pagine eccitanti e mozzafiato, in una Roma che nessuno ha mai descritto così vividamente, soprattutto nei suoi risvolti erotici e sessuali, grazie a una ricerca decennale basata su fatti storici accertati.
“Lasse non centellina nulla, anzi, descrive con generosità. Amplessi e orge luculliane, e un folle ineguagliabile amore carnale tra Ladyssa e Incitatus - il cavallo più famoso della latinità, fatto senatore da Caligola - si mescolano con intrighi, congiure e descrizioni accuratissime della vita e dei costumi dell’antica Roma”. Solo alla scena del grande e unico amore dell’imperatrice l’autore dedica ben 20 pagine di accurata descrizione erotica ma anche appassionata e passionale.
Continua a leggere: Lady Caligola e la Roma peccatrice di Lasse Braun

“Quando sono a secco di idee parto dal titolo. È un bel servizio quando sono capace di procurarmelo. Parafrasando una canzone degli anni 60, anni fa avevo raccolto dei lampi di porcellonerie assortite con disegnetti anche. Mi ricordo un Robison Crusoe che vedeva le fighe sull’isola deserta. Ma in questo quarto libro me ne sono inventate altre di storie. Facendo i conti con internet che si è mangiato il concetto di rivista porno. Ho scelto di giocare contro l’ovvietà della pornografia. Anche perché io con la pornografia non mi sono mai eccitato, quasi sempre sbadigliato e la maggior parte delle volte ho chiuso. Il libro l’ho preso come sfida, se riuscivo a inventare qualcosa di nuovo sfruttando il fantasy, la storia italiana di Garibaldi e altri miti. Credo di esserci riuscito. D’altronde la macchina da scrivere ha una potenza maggiore del disegno. L’uccello in macchina lo puoi chiamare in ventimila modi, ma con la matita devi essere specifico. Nella mia supponenza di bambino che vuole redimere il genere l’ho fatto scrivendolo. Altrimenti sarei caduto nella trappola nel disegnare donne nude che ne fanno di tutti i colori. Semplicemente ho deciso di non tingere la mia matita nelle mie mutande”.
Leggete su Booksblog l’intervista a Filippo Scozzari, fatta in occasione dell’ultima presentazione del suo libro Racconti Porni.
Foto: Simona.com

Arriva anche su Sofblog un po di letteratura. Di seguito vi proponiamo un racconto erotico amatoriale di una esperienza lesbica. Certamente non parliamo di grandi classici della letteratura erotica, tuttavia il racconto è gradevole e godibile e a tratti fa anche sorridere.
“….quello che ho vissuto con Feliciana mi ha aperto nuovi orizzonti, ma che dico aperti, me li ha divaricati! Non è mai stato un mistero per me l’attrazione, io sono una virtuosa del corteggiamento, posso permettermi di sedurre chiunque voglia o quasi, con il corpo gagliardo che mi ritrovo.
Mi piace camminare per Milano sentendo gli sguardi di uomini e donne che mi desiderano e mi pretendono, e questo autocompiacimento lo immagazzino dentro di me, rinfocola la mia voglia, ricarica il mio desiderio, una forma di feedback che mi fa restare sempre accesa. Non mi vesto mai in modo indecente o vistoso, neanche d’estate amo scoprirmi troppo; l’idea di non portare la biancheria mi fa ridere, è pietosa, non rinuncerei mai, io che sono carioca, a ripartire l’equatore del mio culo con un tanga che lascio indovinare, da sotto gli abiti, agli intenditori.